Sleight of Hand: uno stile di vita.

Sono sempre stato affascinato dagli artigiani, dalla professionalità di chi “con le mani” concretizza il proprio mestiere trasformando materiale grezzo in qualcosa di diverso: bello, utile e funzionale.

Applico la stessa logica alla mia magia. La destrezza di mano, l’eleganza del movimento e l’efficacia della tecnica sono la base di ciò che faccio. Che si tratti di un mazzo di carte, di monete o qualsiasi altro oggetto che manipolo mi affascina il movimento, la tecnica magica e l’illusione che viene generata.
Come un artigiano, cesello e miglioro costantemente i miei artefatti, nella speranza che diventino pezzi d’arte.

Magia da contatto: un concerto in un grande stadio -ricco di luci, fiammate, coristi e ballerini- oppure un concerto unplugged “voce e chitarra” suonato in un piccolo locale fumoso. Sono entrambi concerti, ovviamente, ma le modalità comunicative sono assai differenti.
Alcuni musicisti ambiscono ad esibirsi di fronte a migliaia di persone in uno stadio.. altri non cambierebbero per nulla al mondo il legame emotivo che si viene a creare nei piccoli club con il proprio pubblico.

In modo analogo, anche uno spettacolo magico può essere proposto in modi molto diversi: il mio è decisamente più prossimo al “concerto unplugged” (se amate l’altro genere, vi consiglio Las Vegas).

Amo quella che definisco “magia da contatto”, che si realizza polverizzando la quarta parete, proponendo magia a distanza ravvicinata con il mio pubblico, interagendo con loro, cavalcando l’onda delle loro emozioni, improvvisando con la magia in funzione delle reazioni del mio pubblico.

In questo modo ogni spettacolo sarà diverso (per il pubblico e per me) e, quando le stelle sono allineate e la luna è buona, si potrà vivere un momento di vero stupore e “magia” che rimarrà per anni nella nostra mente.