Archive for the ‘Italiano’ Category

…Kenya e riflessioni…

martedì, agosto 31st, 2010

un mese di assenza dal blog :-\

complice il periodo estivo ed un viaggio in Kenya.

Un esperienza incredibile. Non solo la parte dei safari, dove il contatto con la natura più selvaggia risveglia sensazioni sopite nella vita cittadina… ma anche e soprattutto il contatto con la popolazione del luogo.

Entrare in un villaggio Masai significa fare un salto indietro nel tempo di centinaia di anni.. e ritornare in un ambiente fatto solo dello stretto necessario. Questo (cioè l’assenza di ogni comodità tipica del mondo occidentale) non impedisce a tutti i masai che ho visto e conosciuto di essere sorridenti e felici… curiosi del nostro mondo, ma fieri del loro; attratti dal nostro “lusso” ma orgogliosi delle loro tradizioni millenarie.

Ed un atteggiamento simile l’ avevano anche gli altri kenyani conosciuti ed incontrati durante il viaggio: sorriso e disponibilità erano tratti comuni a tutti.

Un esperienza che spinge a fare qualche riflessione…

Stavo pensando di scriverle su questo blog (è pur sempre il mio “diario di bordo”!)… poi qualche giorno fa un amico mi ha segnalato questa pubblicità: mi risparmia molte parole… guardatela.

Cosa penserebbe la mia cigogna??

E la vostra?

…arti marziali e magia…

venerdì, luglio 23rd, 2010

Ieri ho scritto un post sull’errore come modalità di crescita ed ho accennato anche all’insegnamento della nostra scuola, che si basa praticamente sulla “ripetizione” di nozioni date dall’insegnante e che non prevede nemmeno minimamente l’esplorazione (e quindi inevitabilmente, l’errore).

Parzialmente legato a questo tema c’è quello delle arti marziali. E’ un aspetto su cui non ho convinzioni forti, in parte anche perché non conosco bene questo mondo… ma visto che si lega al tema della “ripetizione”, colgo l’occasione per farlo ora. Ogni commento.. è benvenuto.

Sono numerosi i maghi che, in giro per il mondo, affiancano lo studio della magia a quello delle arti marziali. Alcuni lo suggeriscono espressamente come percorso di crescita artistica/magica.

Non riesco a convincermi di quanto queste due discipline (prestigiazione ed arti marziali) possano essere legate o (meglio ancora) quando lo studio delle arti marziali possa aiutare la mia arte. Credo, per essere più precisi, che le arti marziali possano aiutare UN CERTO TIPO DI MAGIA (non la mia, per esempio) ma siano addirittura negativi per altri (la mia).

Partiamo dall’inizio: pur sapendo molto poco di arti marziali ci riconosco alcuni aspetti comuni alla prestigiazione:

- hanno entrambi una storia che si perde nella notte dei tempi.. affascinante e ricca di “grandi nomi” che ne hanno scandito l’evoluzione nei millenni
- entrambe si basano sulla ripetizione: ho un amico che fa aikido e mi spiegava che per i giapponesi il modo corretto di apprendere è riuscire a clonarsi il più possibile, anche senza capire, agli atteggiamenti del maestro, e solo molto dopo lasciare emergere il proprio. C’è quindi una completa focalizzazione sulla tecnica del maestro.
La soluzione ti viene indicata dal maestro. E’ un contesto rigido, dove la punizione è il motore che “aiuta” a rimanere concentrati sulla prospettiva proposta di imparare l’arte marziale.
La magia, per certi versi, è simile: l’apprendimento di alcune tecniche si basa sulla ripetizione sulla memorizzazione muscolare di alcuni movimenti che, una volta imparati (correttamente, si spera) vengono poi ripetuti in maniera naturale e senza che il pubblico percepisca nulla.

Dopo aver imparato la tecnica, il mago può mettere in piedi il proprio numero.. e provare e riprovare questo dall’inizio alla fine. Diciamo che in questo senso, mi sembra molto simile a quello che i giapponesi chiamano “kata”.
Tuttavia, questa similitudine è molto stretta per tutti coloro che si dedicano, tipicamente, alla magia cosidetta “da scena”. La preparazione e l’esecuzione (per intenderci) di un numero a la “Silvan” con colombe e manipolazione di carte.. fatte su un palcoscenico a tempo di musica.

Per la mia magia, fatta a stretto contatto con il pubblico, agendo e REAGENDO alle reazioni di queste e pronto a fermare, riprendere e  modificare completamente la “traccia iniziale” del gioco per sposarlo con l’attimo in cui lo eseguo, mi domando se la “rigidità” di kata non sia addirittura negativa.

Ovviamente ho il dubbio che anche le arti marziali impongano l’apprendimento di kata che poi però devono essere “smontati e rimontati alla bisogna” durante il vero combattimento.. ma temo che questo passaggio possa avvenire solo dopo molti, molti, molti anni.. e che la “forma mentis” che viene data ai primi anni di insegnamento sia molto difficile da modificare. Tanto da essere, di fatto, immodificabile.

Nella mia magia, dopo la parte di studio di una tecnica (anch’essa basata sulla ripetizione perfetta di un movimento ben preciso e per questo molto simile all’approccio delle arti marziali) , mi sembra che si apra un bivio enorme :
Nelle arti marziali, si apre la strada del kata (un percorso rigido da eseguire sempre uguale, dall’inizio alla fine).. nella mia  magia (magia da contatto, come io amo definirla), si apre l’utilizzo di queste tecniche in un ambiente mutevole e mai uguale… l’esatto opposto del kata.

Potrei, in tal senso, coniare il termine ATAK ;-)

Fermo restando il fascino della posa in spaccata “a la Van Damme”, che impazzava in tv nella mia adolescenza…. non credo che mi metterò a studiare arti marziali ;-)

Cuck Norris l’ha scampata anche questa volta.

…festival dell’errore…

giovedì, luglio 22nd, 2010

L’errore è un tema che mi è molto caro.. sarà che sono stato influenzato da un maestro che lo considera una delle attività migliori per crescere e progredire ;-) .. ma l’errore, mi affascina.

Guardate l’immagine seguente:

Avete una candela, dei fiammiferi ed una scatola di puntine. Il vostro obiettivo è quello di attaccare la candela al muro in modo che non goccioli sul tavolo. Qual’è la soluzione?

Questo è un famoso problema di “fissità funzionale“, proposto da Duncker nel 1945. La soluzione, per chi fosse interessato, la potete vedere qui: SOLUZIONE (non si dovesse aprire il link in automatico, clikkate con il tasto destro del mouse e aprite in un altra finestra l’immagine).

Il tema della “fissità funzionale” si lega (a mio parere) a quello dell’errore in maniera molto stretta.
Il motivo per cui molte persone non riescono a valutare un problema se non da un unica prospettiva (quella tradizionale, che nasce dalla nostra consolidata cultura popolare e scolastica, che impone un uso tradizionale delle cose.. ) non è causato dal fatto che queste persone siano “poco creative” o poco “propense al problem solving”, ma deriva dal fatto che sono state abituate (anzi, direi ADDESTRATE) per anni a NON farlo.  Quando  lo facevano, venivano addirittura punite e stigmatizzate.

Il cielo si colora di azzurro.. l’albero di verde.
E’ ok se usi colori diversi (albero arancio e cielo verde) fino a quando hai 4/5 anni… dopo di che maestra e genitori cominciano a farti capire che “ehi, ora sei grande, il cielo è azzurro, l’albero verde” e quando li colori così ottieni un bel “oh! ma che bello! bravo!”
Così cominciamo a legare i complimenti all’essere stereotipati.. mentre leghiamo le idee eccentriche o “diverse” a rimproveri (o indifferenza, nel migliore dei casi).

Cresciamo in una scuola  molto focalizzata, dove il modo di apprendere si basa sull’idea di “ripetere una nozione” perché tanto la soluzione viene data dall’insegnante. Quello che gli studenti devono fare è solo imparare a memoria la formula (eventualmente a capire anche come ci si arriva.. ma solo in alcuni casi).
Se uno studente provasse a trovare lui una soluzione, nel 99% dei casi non ci riuscirebbe  e verrebbe deriso dal gruppo e dall’insegnante.

Ora invece, sembra che qualcuno abbia creato qualcosa di diverso: il “festival dell’errore” .
http://www.repubblica.it/esteri/2010/07/22/news/festival_errore-5743342/?ref=HRERO-1

E’ solo un festival temporaneo.. da settembre, per carità, si tornerà ad insegnare come si è sempre fatto.. non sia mai! Però.. è un primo passo.

…il polpo Paul ed il “maiale sapiente”…

venerdì, luglio 9th, 2010

In questo mondiale di calcio senza “grandi star” (calcisticamente parlando), sembra che il ruolo della star se lo sia preso il polpo “Paul”. Simpatico animaletto, che vive nell’acquario di Oberhausen (Germania occidentale).

Paul aveva iniziato a prevedere i risultati della nazionale tedesca con gli europei del 2008 (sbagliando purtroppo proprio il risultato della finale Germania-Spagna. Prevedendo Germania.. ), quest’anno ha continuato con la sua attività di veggente, prevedendo fino ad ora tutte le partite della nazionale tedesca. La scorsa Spagna-Germania questa volta è stata prevista correttamente, con la vittoria della Spagna. Ora, verrà nuovamente richiesta la sua previsione per la finale: Olanda-Spagna.

Leggo divertito gli articoli di giornale e i servizi al telegiornale (del resto in Italia ci si guarda bene dal parlare di cose più serie.. fare inchieste di spessore.. o addirittura anche solo “fare domande”, negli ultimi anni) riflettendo proprio su quanto la storia si ripeta.. e quanto gli uomini siano sempre attratti dalle stesse cose, anche a distanza di centinaia di anni.

Nel 1700 gli inglesi hanno speso per anni i loro scellini nella fiera di San Bartolomeo per vedere (tra le varie attrazioni) anche il cosiddetto “Learned Pig”, cioè un maiale in grado di eseguire alcuni giochi di prestigio, ritrovare carte scelte dagli spettatori e prevedere il futuro, esattamente con il polpo Paul

Il nome del “maiale sapiente” è oggi legato a quello di William Frederick Pinchbeck che dichiarò di avere “importato” nel 1798 il maiale dall’Inghilterra in America, mostrandolo per la prima volta ai cittadini di Boston. Come spesso facevano artisti di side-show, vaudeville e poi fece anche Harry Houdini, Pinchbeck offriva di restituire i soldi del biglietto a chi fosse in grado di dimostrare che il suo maiale non fosse un “legittimo maiale” in carne ed ossa (se mai qualcuno pensasse ad un maiale-meccanico-truccato!).

Nessuno ha mai avuto indietro i suoi soldi, visto che il maiale era, ovviamente, un reale maialino.

La tradizione di animali sapienti, magici o danzanti va ben oltre il “learned pig” … oche e cani erano altrettanto gettonati e c’era una caratteristica che li accomunava: il fatto che una volta morti, potevano eventualmente essere sostituiti senza che nessuno si accorgesse della differenza. In questo modo si poteva sfruttare la notorietà già acquisita negli anni, senza dover ogni volta ricominciare da capo con il “nuovo animale prodigio”.

Anche in questo caso, non credo che le cose siano cambiate dal 1800 ad oggi. Non sono un esperto (ovviamente) ma cercando sul web mi risulta che la vita media di un polpo sia di circa 1 anno. Da qui una riflessione: se il nostro Paul era già così attivo (e pubblicitariamente valido) negli europei 2008, e ce lo ritroviamo 2 anni dopo per i mondiali 2010.. può essere che Paul sia particolarmente longevo, ma  il dubbio che il polpo che ci mostrano oggi non sia lo stesso che vedevamo due anni fa, ce l’ho.

Come Pinchbeck a fine ‘700, anche oggi l’acquario di Oberhausen dà al pubblico quello che il pubblico chiede e che importa se si tratta di semplici trucchi o illusioni: “venghino sìori venghino.. che più persone entrano, più animali si vedono!”

…Amat Deus al Castello Sforzesco…

giovedì, giugno 24th, 2010

Mercoledì 30 giugno, alle 20.30, nella piazza del cannone del Castello Sforzesco si terrà la presentazione del cortometraggio a cui avevo dato il mio piccolo contributo come  addetto agli  ”effetti speciali”

Interverranno alcuni degli artisti che hanno contribuito nel corto e sarà una serata di musica.. con qualche piccola incursione magica da parte mia e dell’amico SirJohn.

Di seguito la locandina della serata (clikkate qui per ingrandire la locandina)

manifesto Amat Deus 30 giu 2010

…poser…

venerdì, giugno 18th, 2010

Ieri sera, guardando gli ultimi post su Facebook, ho visto caricate delle foto di alcuni maghi e dei loro ultimi spettacoli.

Entrambi, nei loro siti e nelle loro fotografie “ufficiali” propongono un look a la “David Blaine-Criss Angel-David Copperfield” (look at me, guarda quanto sono figo e quanto sono “street!”)…. poi ogni volta che vedo le foto dei loro spettacoli, me li ritrovo a fare feste per i bambini, con foulard colorati e coniglietti disegnati sui cartoncini…

Ma possibile? :-O

Intendiamoci: non c’è nulla di male nel fare spettacoli di magia per i bambini, per carità… come ho scritto nel mio manifesto artistico questa non è la MIA magia, ma  conosco professionisti di grande valore che si dedicano a questo tipo di pubblico e di certo non è (di per se) più o meno rispettabile di qualsiasi altro tipo di show magico.

Ma se nel vostro sito web vi proponete con un look “cool”, giubbotti di pelle, sguardo truce e pose che nemmeno Mike “The Situation” di Jersey Shore  .. e poi curiosando scopro che il 90% delle vostre “serate” in realtà sono “pomeriggi” e che al posto di una platea “cool” avete una platea “kinder”… :-O
Beh, innanzi tutto mi viene da ridere.. e poi mi viene il dubbio che siate solo dei poser.

Essere coerenti tra quello che si dice e quello che si fa può essere faticoso (ed alcune volte costoso, se non altro per le rinunce che si possono dover fare).. ma per quanto mi riguarda è ESSENZIALE.

Salutatemi i bimbi.

…illusions pt 4…

martedì, giugno 15th, 2010

creepy

ferrari

…la magia di un gelato…

domenica, giugno 6th, 2010

Negli anni ‘30 nella zona di Chicago nasceva il “bar magic” : un barman, Chuck Sanders, mentre prepara e serve i drink da dietro il bancone esegue qualche gioco di prestigio per i suoi clienti… nello stesso periodo Matt Shulien (tecnicamente non un bar-magician, non preparava cocktail.. ma in ogni caso un pilastro del bar&restaurant magic di Chicago) conosce un giovane ragazzo di origini italiane, Al Andrucci.

Al giovane italiano, Matt insegna qualche gioco.. qualche altro “Al” lo impara da Chuck.. è così nella seconda metà degli anni ‘30 a Chicago nasce il “Magic Bar”. Il picco verrà probabilmente raggiunto qualche decennio dopo, negli anni ‘50… fino agli anni ‘80-’90 gli allievi di questi grandi maestri continueranno a far vivere, qua e la negli USA, il bar magic. Qualcuno (allievo di allievo di allievo) forse è ancora in giro oggi, ma i tempi sono diversi, i bar sono diversi.. e oggi chi ha avuto modo di vedere quei maestri all’opera mi dice che questa forma di spettacolo pura americana non esiste praticamente più… un po’ come il blues, il soul, l’R&B ed il jazz americano di quegli anni. Certamente ci sono ancora musicisti soul, R&B, jazz e blues.. ma nulla a che vedere con il significato di quella stessa musica in quegli anni.

Ormai è tardi.

Qualche giorno fa, però , ero in Turchia… e ad un angolo della strada mi sono imbattuto in un gelataio che con un “cono gelato”, mi ha teletrasportato nel tempo e nello spazio, facendomi vivere qualcosa di simile a quello che, credo, vivessero in quei tempi gli avventori di quei bar. Frenetico, irriverente ed a tratti anche puramente “magico”.. esattamente come il bar magic. Questi non sono propriamente “giochi di prestigio” ma.. tutto quello che ci sta dietro a livello di logica e finalità, è esattamente uguale.

In Turchia questo modo di “servire” il gelato è tradizione.. ed ogni gelataio ha qualche cosa di particolare che lo distingue dall’altro. Nella stessa giornata in cui ho girato questo video ne ho visti molti… e se cercare su YouTube “turkish ice-cream” potrete vederne altri. In ciascuno si possono riconoscere i tratti comuni nelle tecniche ed alcuni elementi distintivi nella performance.

Forse non basterà a convincervi a fare un viaggio ad Istanbul o in Turchia.. ma se vi capita, già che ci siete, fatevi un gelato! ;-)

…magia a Torino, dagli amici del CADM…

lunedì, maggio 31st, 2010

Sabato 19 giugno sarò ospite degli amici del CADM (Circolo Amici Della Magia di Torino) nel loro abituale appuntamento mensile con lo spettacolo di close-up per il pubblico.

CADM serata Close-Up

come riporta il flyer, la prenotazione alla serata è obbligatoria, visto che i posti sono limitati.

Agli amici torinesi che non incrocio da mesi: è un occasione per vederci… e per vedere un po’ di buona magia! Fateci un pensierino.

mercoledì, maggio 26th, 2010

Se un albero cade nella foresta e nessuno lo sente cadere, fa rumore?

Per dirla ancora più esplicita, alla “Spinoza.it“: “Se un albero cade nella foresta e nessuno lo sente, è mai realmente caduto?”

Pensando all’attuale situazione italiana (e a quello che rischia di essere tra pochi mesi) la domanda appare quanto mai interessante…